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	<title>Romy D&#039;Eredità Fotografia</title>
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	<description>Servizi fotografici - Ritratto - Foto di Famiglia - book</description>
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		<title>Esiste una fotografia di genere?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 13:20:56 +0000</pubDate>
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<p>Rispetto alla storia della pittura, o della musica ad esempio, la storia della fotografia è colma di donne. Le donne quindi, non hanno dovuto conquistarsi nel tempo un faticoso accesso alla professione fotografica, l’hanno avuto fin dagli esordi.</p>
<p>Probabimente per ragioni storiche e specifiche, che forse frenano gli entusiasmi femministi: la fotografia nasce a metà dell’Ottocento come una pratica inedita, solo vagamente – e tardivamente – assegnabile al campo dell’arte, una pratica ludica, disimpegnata, privata, spesso familiare, forse addirittura più vicina al ruolo di cura che a quello produttivo, quindi all’area femminile più che a quella maschile nella divisione di genere del lavoro.</p>
<p>La fotografia era un campo di attività sociale del tutto nuovo, non disdicevole, in cui le donne poterono entrare senza subire penalizzazioni e senza incontrare troppe barriere.</p>
<p>La storia della fotografia coincide anche con la storia dell’emancipazione femminile, dalle prime albe ottocentesche ai movimenti del Novecento. Due fenomeni che nascono e crescono assieme, che tendono a sovrapporsi e a incrociarsi. I <i>gender studies</i> in fotografia sono molti, ed eloquenti su questo punto.</p>
<p>Eppure, un problema c’è. Io credo si possa riassumere così: se la storia della fotografia è stata fatta, in modo imponente, anche dalle donne, è stata scritta (con alcune importanti eccezioni, da Lucia Moholy a Naomi Rosenblum) dagli uomini.</p>
<p>Il problema di genere, nella fotografia<strong>,</strong> non sta nel quadro della sua produzione ma in quello della sua narrazione. Non potendo essere ignorata, la presenza femminile nella storia della fotografia è stata classificata, inquadrata, in confini molto stretti.</p>
<p>La fotografia fatta da donne è stata assegnata quasi automaticamente all’ambito del privato, del familiare, del domestico, soprattutto agli esordi: Julia Margaret Cameron, lady Clementina Hawarden… In seguito, è stata assegnata all’ambito dell’intimo, dell’introverso, dell’autoanalisi: Diane Arbus, Nan Goldin, Francesca Woodman…</p>
<p>E quando non è stato possibile negare alle fotografe un ruolo “emotivamente” diverso<strong>,</strong> lo si è subordinato a quello degli omologhi maschili, al punto che molte pioniere di generi storici della fotografia, dal fotogiornalismo al formalismo modernista alla moda alle avanguardie, vengono ricordate spesso come “la musa di”, “l’ispiratrice di” un uomo: così è accaduto a Gerda Taro per Robert Capa, a Lee Miller per Man Ray, a Tina Modotti (purtroppo non ricordata nel film) per Edward Weston.</p>
<p><strong>Ma Esiste una fotografia delle donne?</strong> Come la riconosciamo? Sarà una questione di contenuto? Di sensibilità? Di forma?</p>
<p><strong>Questa domanda non trova un senso compiuto:</strong> Uno sguardo fotografico specificamente femminile naturalmente esiste, ed è quello delle fotografe che hanno indagato la specificità femminile, la condizione femminile, i pregiudizi e i conflitti di genere.</p>
<p>Ma ci sono state anche fotografe che non si sono occupate di questo, e hanno fatto fotografia nei modi per i fini e gli scopi di altri tipi di fotografia. Quello che sconcerta in tante mostre di “fotografia al femminile” è proprio l’impossibilità, per chi le visita, di capire che cosa abbiano in comune di così evidente da poterne fare una specie di “genere”.</p>
<p>Chiedersi se esista qualcosa in comune nello sguardo fotografico di tutte le donne che hanno fatto fotografia, significa presupporre che la fotografia delle donne sia riconoscibile solo come una differenza, uno scarto, una divergenza rispetto a una fotografia che sarebbe sostanzialmente maschile.</p>
<p>Come se si potesse estrarre la fotografia femminile e farne un genere a parte.</p>
<p>Il lavoro fotografico delle donne ha influenzato quello degli uomini fotografi e ha prodotto le condizioni di base su cui la fotografia complessivamente ha vissuto la sua evoluzione.</p>
<p>Le donne sono un elemento importantissimo della storia della fotografia; ed è ora di rovesciare, semmai, la lettura di quella storia, per convincerci che la fotografia ha un bisogno fondamentale della storia e dell’esperienza delle donne fotografe per riuscire finalmente a concepire se stessa.</p>
<p><em>[discorso ispirato al film “</em>Objectf Femmes”&nbsp;<em> di Julie Martinovic e Manuelle Blanc]</em></p>
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